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Questo blog è un prodotto amatoriale e non editoriale ai sensi della legge n.62 del 7 marzo 2001. Premesso che tutto il materiale pubblicato su Internet è di dominio pubblico, se qualcuno riconoscesse proprio materiale con copyright e non volesse vederlo pubblicato sul blog, non ha che da darne avviso agli autori del blog, e sarà immediatamente eliminato. Si sottolinea inoltre che ciò che è pubblicato sul blog è a scopo di approfondimento, di studio e comunque non di lucro.


mercoledì, 30 aprile 2008
BANCHI ALIMENTARI Emergenza cibo

Dopo aver letto le ragioni pubblicate nell’articolo su il sussidiario.net e gli approfondimenti di Mario Mauro, Emilio Colombo e Dario Casati.
 
Fondazione Banco AlimentareTi chiediamo solo pochi minuti del tuo tempo, ma il tuo piccolo gesto ci permetterà di continuare a sfamare i poveri condividendone i loro bisogni attraverso i numerosi centri dei Banchi di Solidarietà e di altre grandi associazioni e organizzazioni caritative  es. San Vincenzo ecc.  Fai conoscere questa consultazione e invita amici e conoscenti a firmare la petizione.
 

EMERGENZA CIBO – 15 giorni per salvare gli aiuti ai Banchi Alimentari. Basta firmare una petizione.

Privati cittadini ed enti assistenziali sono chiamati in causa direttamente per esprimere un giudizio sul futuro del programma europeo di aiuti alimentari. Sul portale dell'Unione Europea, fino al 14 maggio, sarà infatti attiva una consultazione pubblica che consente a enti, associazioni, organizzazioni non governative e privati cittadini, di far sentire la propria voce nell'ambito del processo che porterà, entro il prossimo giugno, ad una decisione circa il futuro delle politiche di aiuto alimentare alle persone bisognose. Nell'Europa a 25 (quindi con l'esclusione di Bulgaria e Romania) si contano circa 40 milioni di poveri. La continua escalation del prezzo dei generi alimentari rischia di far aumentare in modo considerevole questo dato e di far sprofondare sotto la soglia della povertà sempre più famiglie monoreddito di operai e impiegati, che fino a qualche tempo fa sbarcavano il lunario dignitosamente e che ora vanno a ingrossare le fila di quelli che vengono definiti i “nuovi poveri”. Il programma europeo di aiuti alimentari si basa essenzialmente sull'utilizzo delle eccedenze agricole stoccate dall'Unione Europea e quindi destinate ai milioni di poveri che abitano negli stati aderenti. Ora le eccedenze non esistono più e le scorte alimentari sono ridotte al lumicino. La riforma della Pac del 2003, quando era alla guida dell'UE Romano Prodi, ha segnato il passaggio da una politica improntata al sostegno dei prezzi e della produzione a una politica a sostegno del reddito dei produttori, eliminando di fatto le scorte alimentari. Il futuro delle politiche a sostegno della povertà passa anche dalla consultazione pubblica.

 

La FEBA (Federazione Europea dei Banchi Alimentari), che sfama ogni anno 4 milioni e 3000 mila poveri, ha deciso di promuovere una risposta collettiva al questionario.
Di essenziale importanza il quesito 11: “Finora il programma comunitario di aiuto alimentare a favore degli indigenti dell’Unione europea dipendeva dalle eccedenze alimentari. Grazie alla riforma della politica agricola comune, tali eccedenze sono praticamente scomparse”. La risposta appropriata è “Continuato, ma sulla base di prodotti alimentari acquistati …”. Alla base di questa scelta la consapevolezza che l'aiuto attraverso la distribuzione di generi alimentari sia più efficace e discreto. In più, come nel caso della Fondazione Banco Alimentare Onlus, la distribuzione ai poveri avviene attraverso enti caritativi che non si limitano ad erogare un pasto ma coltivano un rapporto umano con le persone che accolgono. Metodi alternativi come il sostegno al reddito o l'erogazione di Food Stamp, pur favorendo un aiuto economico immediato, rischiano di favorire una maggiore solitudine nei bisognosi, che è la forma più grave di povertá. La consegna della spesa settimanale o l'accoglienza in una comunità favoriscono il supporto e l'accoglienza, veri valori aggiunti che si creano nel rapporto tra i volontari e il poveri. Per questo motivo alla domanda 13, che chiede di esprimere un parere sull'introduzione dei Food Stamps, la risposta consigliata è “no, sicuramente no”.

©ilsussidiario.net 29.4.2008
Aggiornamento del 20 maggio
12.000 adesioni alla petizione dell'Unione Europea. Il 66% arriva dall'Italia

«Mi preme sottolineare l'importanza e il carattere straordinario dell'iniziativa promossa dalla Commissione europea - ha commentato il Vicepresidente del Parlamento europeo Mario Mauro - la quale, per la prima volta, pone il cittadino europeo al centro di un processo decisionale che si perfezionerà prima della fine del 2008. Allo stesso tempo sono fortemente colpito dall'interesse che i cittadini europei, e soprattutto quelli italiani, hanno dimostrato nei riguardi della consultazione online sugli aiuti alimentari. Allo stato attuale, la Commissione Europea sta elaborando i dati che saranno poi inseriti nell'Impact assessment report sugli aiuti alimentari agli indigenti che è già in fase di preparazione. Tale dossier rappresenterà la preziosa base dalla quale partire per la preparazione di proposte legislative concrete volte a colmare la lacuna creatasi in seguito alla riduzione delle scorte di intervento causate dalla recente riforma della Pac». Leggi tutto su [ilsussidiario.net]

Postato da: graciete a aprile 30, 2008 10:30 | link | commenti (6)
opere, petizioni, carità, sussidiarietà


Commenti
#1   01 Maggio 2008 - 22:04
 
Grazie per la segnalazione, fatto e girato a terzi.
Ma che dire dell'ipocrisia sulle domande che citano l'obesità ovvero l'insistenza sul carattere "sano" degli alimenti, quando si sta parlando di gente che non mangia?
Perché siamo così stupidi?
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente GiorgioCaplano

#2   02 Maggio 2008 - 18:01
 
Anch'io sono rimasta un po' perplessa sulla domanda 10 :
Considerati i crescenti problemi di
obesità e le cattive abitudini aimentari, un futuro programma di aiuto alimentare per gli indigenti
dovrebbe rivolgere particolare atenzione al valore nutritivo dei prodotti alimentari offerti?
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente graciete

#3   02 Maggio 2008 - 18:03
 
Ops dimenticavo, grazie per aver risposto e soprattutto per aver invitato altri a farlo.
Ciao Gra
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente graciete

#4   03 Maggio 2008 - 20:02
 
Questioni di soldi, di spesa pubblica più sei obeso e più costi alla comunità in termini di spese sanitarie.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente factum

#5   03 Maggio 2008 - 21:02
 
Reciprocità di interessi, per il mio bene e il bene del portafoglio sanità.
E allora che mi dici dei fumatori?
Dei soldi che entrano nelle casse ...
lasciamo perdere vado in OT da sola.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente graciete

#6   03 Maggio 2008 - 21:50
 
Non era Ferrara, tempo fa, che chiedeva qualcosa del tipo: "Sono grasso e costo alla società, va bene. Vogliamo parlare di quelli che vanno a sciare e si rompono?"
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente GiorgioCaplano

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